A cura del team Nutrasmart AI | Aggiornato: Luglio 2026
Risposta rapida
Il digiuno intermittente non e una dieta ma un modo di organizzare i pasti in finestre di tempo (per esempio mangiare in 8 ore e digiunare per 16). Fa dimagrire soprattutto perche aiuta a creare un deficit calorico, non perche il digiuno in se bruci grasso per magia. Se sei in gravidanza, hai il diabete in terapia o una storia di disturbi alimentari, parlane col medico prima di iniziare.
Il digiuno intermittente e diventato uno degli approcci alimentari piu popolari al mondo, complice la sua semplicita: niente cibi vietati, niente conteggi complicati, solo decidere quando mangiare. Ma attorno a questa semplicita si e costruito un enorme castello di promesse, alcune fondate e altre pura leggenda. In questa guida spieghiamo in modo onesto e basato sull’evidenza cos’e davvero il digiuno intermittente, come funziona a livello fisiologico, quali schemi esistono, cosa dicono gli studi su dimagrimento, salute metabolica e longevita, e soprattutto a chi non e adatto. Il punto centrale, che ripeteremo, e semplice: il digiuno e un contenitore, non il contenuto. Decide quando mangi, ma quello che ottieni dipende ancora da quanto e cosa metti nel piatto.
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Cos’e il digiuno intermittente e il metabolic switching
Il digiuno intermittente e un modo di alternare periodi in cui si mangia a periodi in cui non si assumono calorie. Non prescrive quali cibi mangiare, ma quando mangiarli. E questa la differenza fondamentale rispetto a una dieta tradizionale: non tocca la composizione dei pasti, ma la loro distribuzione nel tempo.
Il meccanismo biologico piu citato e il metabolic switching, descritto nella rassegna di de Cabo e Mattson (2019) sul New England Journal of Medicine. Durante il digiuno prolungato il corpo esaurisce le scorte di glucosio e passa a usare i grassi e i chetoni come fonte di energia. Questo passaggio da un carburante all’altro, secondo gli autori, attiverebbe risposte cellulari adattive che negli studi migliorano la regolazione del glucosio, aumentano la resistenza allo stress e riducono l’infiammazione.
E importante inquadrare bene questo punto: il metabolic switching e un fenomeno reale e affascinante, ma gran parte delle prove piu spettacolari su longevita e prevenzione delle malattie viene da studi su animali. Nell’uomo molti effetti sono promettenti ma ancora da confermare su larga scala. Tenere questa distinzione in mente evita di trasformare un’ipotesi in una certezza.
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Non esiste un solo digiuno intermittente. Sotto questo nome rientrano schemi molto diversi per intensita e difficolta, dal semplicissimo 12/12 fino all’estremo OMAD, un solo pasto al giorno. La scelta dipende dal tuo stile di vita, dagli obiettivi e da quanto ti risulta sostenibile: il miglior schema non e il piu aggressivo, ma quello che riesci a mantenere nel tempo senza stress.
Gli schemi a finestra giornaliera (time-restricted eating) come 12/12, 14/10 e 16/8 concentrano i pasti in una finestra fissa ogni giorno e sono i piu facili da inserire nella routine. Il 16/8, con 8 ore per mangiare e 16 di digiuno, e il piu popolare in assoluto: per approfondirlo abbiamo una guida dedicata al digiuno intermittente 16/8. Gli schemi settimanali come 5:2 ed Eat-Stop-Eat prevedono invece giorni normali alternati a giorni di forte restrizione o digiuno completo.
Gli approcci piu estremi, come il digiuno a giorni alterni (ADF) e l’OMAD, offrono un digiuno piu lungo ma sono anche piu difficili da sostenere e piu facili da sbagliare. La tabella mette a confronto tutti gli schemi principali per aiutarti a scegliere in modo realistico.
| Schema | Come funziona | Difficolta | Per chi |
|---|---|---|---|
| 12/12 | 12 ore mangi, 12 digiuni | Molto bassa | Principianti assoluti |
| 14/10 | 14 ore digiuno, 10 finestra | Bassa | Chi vuole un passo in piu |
| 16/8 | 16 ore digiuno, 8 finestra | Media | Il piu usato, buon equilibrio |
| 5:2 | 5 giorni normali, 2 a circa 500-600 kcal | Media | Chi preferisce contare i giorni |
| Eat-Stop-Eat | 1-2 digiuni di 24 ore a settimana | Alta | Persone gia esperte |
| Giorni alterni (ADF) | Un giorno si, un giorno quasi a digiuno | Alta | Sotto guida, non per tutti |
| OMAD | Un solo pasto al giorno | Molto alta | Estremo, poco sostenibile |
Come funziona il digiuno a livello fisiologico
Per capire il digiuno intermittente bisogna seguire cosa succede al corpo ora dopo ora dopo l’ultimo pasto. Nelle prime ore l’organismo usa il glucosio appena assorbito. Poi, esaurito quello, attinge al glicogeno immagazzinato nel fegato, una riserva che dura in genere fra le 12 e le 24 ore a seconda dell’attivita fisica e delle scorte iniziali.
Quando il glicogeno epatico si abbassa, il corpo aumenta l’uso dei grassi come carburante e il fegato inizia a produrre chetoni: e il metabolic switching di cui parla de Cabo e Mattson (2019). Sul fronte ormonale, l’insulina cala, il che facilita l’accesso ai grassi di deposito, mentre altri ormoni si adattano per mantenere stabile la glicemia. Questo spostamento e del tutto fisiologico e reversibile: al pasto successivo tutto torna alla modalita basata sul glucosio.
E qui che nasce un fraintendimento comune. Il fatto che durante il digiuno bruci piu grassi non significa automaticamente che dimagrisci di piu: se poi nella finestra di alimentazione mangi piu calorie di quante ne consumi, il bilancio della giornata non cambia. La fisiologia del digiuno crea le condizioni, ma il risultato finale dipende ancora dal totale calorico.
| Fase | Tempo indicativo | Cosa usa il corpo |
|---|---|---|
| Dopo il pasto | 0-4 ore | Glucosio appena assorbito |
| Post-assorbimento | 4-12 ore | Glicogeno del fegato |
| Inizio switch | 12-18 ore | Aumenta l’uso dei grassi |
| Chetosi lieve | Oltre 18-24 ore | Grassi e chetoni |
I benefici del digiuno e il loro livello di evidenza
Il digiuno intermittente ha benefici reali, ma il divario fra cio che e dimostrato e cio che viene promesso e ampio. Sul dimagrimento, la rassegna di Patterson e Sears (2017) su Annual Review of Nutrition conclude che il digiuno intermittente e efficace per perdere peso, ma non piu di una normale restrizione calorica continua a parita di calorie assunte. In altre parole, funziona perche fa mangiare meno, non per un effetto speciale.
Lo studio randomizzato di Trepanowski (2017) su JAMA Internal Medicine ha confrontato direttamente il digiuno a giorni alterni con la classica restrizione calorica quotidiana: dopo un anno i due gruppi hanno ottenuto risultati simili su peso e marcatori cardiovascolari, e il digiuno a giorni alterni aveva addirittura un tasso di abbandono piu alto. Il trial di Harvie (2011) sull’International Journal of Obesity ha invece mostrato che la restrizione intermittente puo migliorare alcuni marcatori metabolici come la sensibilita insulinica, in modo comparabile alla restrizione continua.
La sintesi onesta e questa: il digiuno e uno strumento valido soprattutto come modo pratico per mangiare meno e migliorare alcuni parametri metabolici. Non e superiore alle altre strategie per il dimagrimento, ma per molte persone e piu facile da seguire, e questo conta.
| Beneficio | Livello di evidenza | Nota onesta |
|---|---|---|
| Perdita di peso | Buono (Patterson 2017) | Efficace ma non superiore alla dieta classica |
| Sensibilita insulinica | Discreto (Harvie 2011) | Migliora, simile alla restrizione continua |
| Salute cardiovascolare | Modesto (Trepanowski 2017) | Benefici legati soprattutto al calo di peso |
| Longevita nell’uomo | Debole, molti dati su animali | Promettente ma non dimostrato su larga scala |
| Detox o pulizia del corpo | Assente | Concetto senza basi scientifiche |
Digiuno e perdita di peso: e sempre il deficit
Se c’e un punto da portare a casa e questo: il digiuno intermittente fa dimagrire perche aiuta a mangiare meno, non perche saltare i pasti abbia un potere dimagrante intrinseco. Restringere le ore in cui puoi mangiare riduce spontaneamente le occasioni di spuntini, dolci serali e snack fuori pasto, e per molte persone questo si traduce in un deficit calorico senza doverlo calcolare.
Questo e allo stesso tempo il punto di forza e il tallone d’Achille del metodo. Funziona finche la finestra ridotta ti fa consumare meno calorie complessive. Ma se nelle 8 ore concentri abbuffate, pizze e dolci fino a superare il tuo fabbisogno, non dimagrisci affatto, anche digiunando 16 ore filate. Il digiuno non annulla le calorie di troppo.
Per questo il modo piu affidabile di usare il digiuno per dimagrire e abbinarlo a una minima consapevolezza di quanto mangi. Non serve pesare ogni grammo, ma sapere per grandi linee dove sei aiuta: la nostra guida su come contare le calorie e il calcolatore del fabbisogno calorico ti danno il quadro di partenza.
Digiuno, massa muscolare e sport
Una delle paure piu diffuse e che il digiuno faccia perdere muscolo. La verita e piu tranquillizzante: con un apporto proteico adeguato e un allenamento di forza regolare, il digiuno intermittente non causa una perdita di massa muscolare superiore a quella di una normale dieta ipocalorica. Il muscolo si protegge soprattutto con le proteine e lo stimolo dell’allenamento, non con la frequenza dei pasti.
Il vero limite pratico e concentrare abbastanza proteine in una finestra ridotta. Se mangi solo in 8 ore, o peggio in un solo pasto, raggiungere il fabbisogno proteico richiede attenzione. Per capire quanto ti serve, leggi la guida su quante proteine al giorno: distribuirle bene nella finestra e piu importante del digiuno in se.
Per l’allenamento, molte persone si allenano bene a digiuno, soprattutto per attivita aerobiche moderate. Per sforzi molto intensi o sessioni di forza pesanti, alcuni preferiscono allenarsi verso la fine del digiuno e poi mangiare, in modo da avere i nutrienti per il recupero. Non c’e una regola valida per tutti: conta trovare la collocazione che ti fa rendere e recuperare meglio.
Digiuno e salute metabolica: insulina e glicemia
Al di la del peso, uno degli aspetti piu studiati del digiuno riguarda la salute metabolica. Concentrare i pasti e prolungare le ore senza cibo tende ad abbassare i livelli medi di insulina e a migliorare la sensibilita insulinica, cioe la capacita delle cellule di rispondere a questo ormone. Il trial di Harvie (2011) ha documentato miglioramenti di alcuni marcatori metabolici con la restrizione intermittente.
Questi effetti sono interessanti perche una migliore sensibilita insulinica e associata a un minor rischio di diabete di tipo 2 e sindrome metabolica. Va detto pero, con onesta, che una parte importante di questi benefici e legata alla perdita di peso che spesso accompagna il digiuno: quando si confrontano digiuno e restrizione classica a parita di calorie e di peso perso, i vantaggi metabolici tendono a somigliarsi, come suggerisce anche Trepanowski (2017).
C’e poi un rovescio della medaglia da non ignorare: nelle persone che gia assumono farmaci per la glicemia, ridurre o saltare i pasti puo provocare ipoglicemie. Per questo, in presenza di diabete in terapia, il digiuno non va improvvisato. Ne parliamo piu avanti nella sezione dedicata a chi dovrebbe evitarlo.
Digiuno e longevita: cosa sappiamo davvero
La longevita e il capitolo dove il marketing corre piu veloce della scienza. Molte affermazioni entusiaste sul digiuno che allunga la vita e attiva l’autofagia (il processo con cui le cellule riciclano i componenti danneggiati) derivano da studi su animali: topi, moscerini, lieviti. In questi modelli la restrizione calorica e il digiuno prolungano effettivamente la vita e migliorano vari marcatori.
Il problema e il salto dall’animale all’uomo. Gli studi umani sul digiuno e la longevita sono ancora pochi, brevi e difficili da condurre, perche misurare la durata della vita richiede decenni. La stessa rassegna di de Cabo e Mattson (2019), pur ottimista, e prudente su questo punto: descrive meccanismi plausibili e risultati promettenti, ma non una prova definitiva che il digiuno faccia vivere di piu le persone.
La posizione onesta e quindi di cauto interesse: il digiuno intermittente potrebbe avere effetti positivi sull’invecchiamento, i meccanismi biologici sono affascinanti, ma chi te lo vende come elisir di lunga vita sta correndo molto piu avanti dei dati disponibili. Vale la pena farlo per i benefici concreti e misurabili, non inseguendo promesse di immortalita.
| Effetto | Negli animali | Nell’uomo |
|---|---|---|
| Prolungamento della vita | Documentato in vari modelli | Non dimostrato |
| Autofagia | Ben osservata | Presente ma difficile da misurare |
| Marcatori di invecchiamento | Miglioramenti chiari | Dati promettenti ma limitati |
| Prevenzione malattie croniche | Effetti robusti | Indizi, servono studi lunghi |
A chi NON e adatto il digiuno intermittente
Il digiuno intermittente e uno strumento flessibile, ma non e per tutti. Esistono situazioni in cui e sconsigliato o va affrontato solo con supervisione medica, perche saltare i pasti puo diventare rischioso. La prima categoria e quella di chi assume farmaci per il diabete, in particolare insulina o sulfoniluree: digiunare senza aggiustare la terapia puo causare ipoglicemie pericolose.
Anche la gravidanza e l’allattamento non sono compatibili con il digiuno fai-da-te, perche i fabbisogni nutrizionali sono aumentati e continui. Chi ha una storia di disturbi del comportamento alimentare dovrebbe evitare il digiuno o affrontarlo solo con un professionista: le regole rigide su quando si puo e non si puo mangiare possono riattivare comportamenti disfunzionali. La tabella riassume i principali casi di cautela.
In tutti questi casi il messaggio e lo stesso: il digiuno non e una gara e non c’e alcun obbligo a farlo. Se rientri in una di queste categorie, il beneficio potenziale non giustifica il rischio senza il parere di un medico.
| Situazione | Perche |
|---|---|
| Diabete in terapia (insulina, sulfoniluree) | Rischio concreto di ipoglicemia |
| Gravidanza e allattamento | Fabbisogni aumentati e continui |
| Disturbi alimentari attivi o pregressi | Le regole rigide possono peggiorarli |
| Sottopeso o forte perdita di peso | Rischio di malnutrizione |
| Bambini e adolescenti | Fase di crescita, fabbisogni elevati |
| Alcune terapie farmacologiche | Interazioni col timing dei pasti |
Effetti collaterali e adattamento
Nei primi giorni o settimane il digiuno intermittente puo dare qualche fastidio, del tutto normale mentre il corpo si abitua a stare piu ore senza cibo. I piu comuni sono fame nelle ore che precedono la finestra dei pasti, mal di testa, irritabilita, cali di concentrazione e talvolta difficolta a dormire se la finestra si chiude troppo tardi o troppo presto.
Questi effetti tendono ad attenuarsi con l’adattamento, che richiede in genere una o due settimane. Iniziare in modo graduale, bere a sufficienza e non abbinare subito un digiuno aggressivo a un forte taglio calorico aiuta moltissimo a superare la fase iniziale senza soffrire. Anche scegliere una finestra compatibile con i propri ritmi, il lavoro e la vita sociale fa la differenza fra un metodo sostenibile e uno destinato a durare pochi giorni.
Attenzione ai segnali che non vanno ignorati: vertigini importanti, tremori, battito accelerato, senso di svenimento o un’ossessione crescente per il cibo non sono normali effetti di adattamento. Se compaiono, conviene interrompere e, se persistono, parlarne con un medico.
Come iniziare gradualmente e cosa rompe il digiuno
Il modo migliore per iniziare il digiuno intermittente e non partire dallo schema piu estremo. Si comincia in genere dal 12/12, semplicemente evitando gli spuntini notturni, per poi allungare la finestra di digiuno di mezz’ora ogni pochi giorni fino ad arrivare, se lo si desidera, al 14/10 o al 16/8. Questo approccio progressivo riduce fame e fastidi e aumenta molto le probabilita di mantenere l’abitudine.
Una domanda ricorrente riguarda cosa si puo assumere durante il digiuno senza interromperlo. In generale, tutto cio che non apporta calorie non rompe il digiuno: acqua, acqua frizzante, caffe amaro e te non zuccherati sono consentiti e anzi aiutano a gestire la fame. Rompono invece il digiuno tutte le bevande e i cibi con calorie, compresi caffe con latte o zucchero, succhi, bibite e snack. La tabella chiarisce i casi piu comuni.
Per la composizione dei pasti nella finestra, il principio guida e semplice: dato che mangi in meno tempo, ha ancora piu senso privilegiare cibi sazianti e nutrienti, ricchi di proteine, verdure e fibre. La nostra guida su cosa mangiare nel digiuno intermittente entra nel dettaglio dei pasti pratici.
| Cosa assumi | Rompe il digiuno? | Nota |
|---|---|---|
| Acqua e acqua frizzante | No | Sempre permessa, aiuta con la fame |
| Caffe amaro, te non zuccherato | No | Zero o quasi zero calorie |
| Caffe con latte o zucchero | Si | Apporta calorie |
| Bibite e succhi | Si | Meglio evitarli nel digiuno |
| Qualsiasi cibo solido | Si | Interrompe la finestra di digiuno |
Errori comuni e miti da sfatare
Gli errori piu frequenti nascono dall’idea sbagliata che il digiuno funzioni da solo. Il primo e compensare le ore di digiuno con abbuffate nella finestra, azzerando il deficit. Il secondo e trascurare le proteine, con il rischio di perdere piu massa muscolare del necessario. Il terzo e scegliere uno schema troppo aggressivo troppo presto, che porta a mollare dopo pochi giorni.
Sul fronte dei miti, due sono particolarmente duri a morire. Il primo e che saltare i pasti rallenti o blocchi il metabolismo: non e cosi, il digiuno intermittente non manda il corpo in modalita risparmio ne fa accumulare grasso, come confermano gli studi che non trovano vantaggi ne svantaggi metabolici rispetto alla dieta classica. Il secondo e l’idea del digiuno come detox: il corpo non ha bisogno di digiunare per eliminare tossine, ci pensano fegato e reni ogni giorno. Per un quadro completo di pro e contro puoi leggere la guida su benefici e controindicazioni del digiuno.
La tabella mette in fila i miti piu comuni e la realta. Sgombrare il campo da queste false credenze e il modo migliore per usare il digiuno per quello che e davvero: uno strumento pratico, non una bacchetta magica.
| Mito | Cosa dice l’evidenza |
|---|---|
| Saltare i pasti blocca il metabolismo | Falso, nessun blocco documentato |
| Il digiuno fa dimagrire da solo | No, serve comunque un deficit calorico |
| Il digiuno disintossica il corpo | Falso, ci pensano fegato e reni |
| Piu digiuni piu dimagrisci | No, conta il bilancio calorico totale |
| Fa perdere per forza muscolo | No, con proteine e allenamento si protegge |
La verita che cambia tutto: il digiuno e un contenitore, non il contenuto
Se dovessimo riassumere l’intera guida in una frase sarebbe questa: il digiuno intermittente e un contenitore, non il contenuto. Decide quando mangi, ma non decide cosa e quanto. E questa distinzione, semplice ma spesso ignorata, che separa chi ottiene risultati da chi si illude e poi si delude.
Immagina due persone che seguono entrambe un rigoroso 16/8. La prima, nelle sue 8 ore, mangia proteine, verdure, cereali integrali e resta entro il suo fabbisogno: dimagrira e migliorera vari parametri. La seconda, nelle stesse 8 ore, concentra pizza, dolci e bibite superando il fabbisogno: non dimagrira affatto, per quanto perfetto sia il suo digiuno. Stesso contenitore, contenuto opposto, risultati opposti. Gli studi lo confermano: Patterson e Sears (2017) e Trepanowski (2017) mostrano che il digiuno non batte la restrizione calorica classica a parita di calorie. Il vantaggio del digiuno e pratico e comportamentale, non metabolico.
Capire questo ti libera da due trappole. La prima e la delusione: se il digiuno non funziona, quasi sempre il problema e il contenuto della finestra, non il digiuno in se. La seconda e l’illusione di poter mangiare qualsiasi cosa purche dentro l’orario giusto. Il digiuno e un ottimo strumento per organizzare i pasti e ridurre spontaneamente le calorie, ma resta al servizio del principio di fondo di ogni dimagrimento: il deficit calorico. Scegli bene cosa metti nel contenitore, e il contenitore fara il suo lavoro.
| Aspetto | Finestra ben gestita | Finestra mal gestita |
|---|---|---|
| Cibi principali | Proteine, verdure, cibi sazianti | Dolci, fritti, bibite |
| Bilancio calorico | In deficit | In pareggio o surplus |
| Risultato sul peso | Dimagrimento | Nessun calo o aumento |
| Massa muscolare | Protetta dalle proteine | A rischio per poche proteine |
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Per la maggior parte delle persone il 12/12 e il punto di partenza ideale: basta evitare gli spuntini notturni. Da li si puo allungare gradualmente la finestra di digiuno fino al 14/10 o al 16/8, che offre un buon equilibrio fra efficacia e sostenibilita. Lo schema migliore e quello che riesci a mantenere nel tempo.
Il digiuno intermittente fa dimagrire piu di una dieta normale?
No, non a parita di calorie. Gli studi (Patterson e Sears 2017, Trepanowski 2017) mostrano che il digiuno non e superiore alla restrizione calorica classica. Fa dimagrire perche aiuta a mangiare meno riducendo le occasioni di spuntino, cioe crea un deficit calorico, non per un effetto magico del saltare i pasti.
Cosa posso bere durante il digiuno senza interromperlo?
Tutto cio che non apporta calorie: acqua, acqua frizzante, caffe amaro e te non zuccherati. Aiutano anche a gestire la fame. Rompono invece il digiuno caffe con latte o zucchero, succhi, bibite e qualsiasi cibo o bevanda con calorie.
Il digiuno intermittente blocca il metabolismo?
No. E un mito diffuso ma non supportato dai dati: il digiuno intermittente non manda il corpo in modalita risparmio ne fa accumulare grasso. Gli studi non trovano un rallentamento metabolico rispetto a una normale dieta ipocalorica.
Perdo massa muscolare con il digiuno?
Non piu che con una normale dieta ipocalorica, a patto di assumere proteine adeguate e allenarti con regolarita, soprattutto con esercizi di forza. Il muscolo si protegge con le proteine e lo stimolo dell’allenamento, non con la frequenza dei pasti. La sfida e concentrare abbastanza proteine nella finestra.
Il digiuno intermittente allunga la vita?
Molte prove sulla longevita vengono da studi su animali, dove la restrizione e il digiuno prolungano la vita. Nell’uomo i meccanismi sono promettenti ma non e dimostrato che il digiuno faccia vivere piu a lungo: gli studi sono ancora brevi e limitati. Meglio farlo per i benefici concreti e misurabili.
Chi non dovrebbe fare il digiuno intermittente?
Chi assume farmaci per il diabete (rischio ipoglicemia), le donne in gravidanza o allattamento, chi ha una storia di disturbi alimentari, i sottopeso, i bambini e gli adolescenti. In presenza di patologie o terapie il digiuno va affrontato solo con supervisione medica o evitato.
Posso allenarmi a digiuno?
Si, molte persone si allenano bene a digiuno, soprattutto per attivita aerobiche moderate. Per sforzi molto intensi o sessioni di forza pesanti puo essere preferibile allenarsi verso la fine del digiuno e poi mangiare, per avere i nutrienti per il recupero. Conta trovare la collocazione che ti fa rendere meglio.
Fonti
- de Cabo R., Mattson M.P. (2019), «Effects of Intermittent Fasting on Health, Aging, and Disease», New England Journal of Medicine.
- Patterson R.E., Sears D.D. (2017), «Metabolic Effects of Intermittent Fasting», Annual Review of Nutrition.
- Trepanowski J.F. et al. (2017), «Effect of Alternate-Day Fasting on Weight Loss, Weight Maintenance, and Cardioprotection Among Metabolically Healthy Obese Adults: A Randomized Clinical Trial», JAMA Internal Medicine.
- Harvie M.N. et al. (2011), «The effects of intermittent or continuous energy restriction on weight loss and metabolic disease risk markers: a randomized trial in young overweight women», International Journal of Obesity.
Questo articolo fa parte della nostra guida completa a calorie e alimentazione.
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